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Don Giovanni in Sicilia, Milano, Rizzoli, 1941.
Nel 1940 a Zafferana Etnea, Brancati scrive Don Giovanni in Sicilia.
E’ il romanzo con cui lo scrittore si impone di colpo all’attenzione dei critici e dei letterati, un romanzo che imposta con pienezza di fantasia il mondo e l’originalità del suo autore.
Giovanni Percolla, scapolo catanese, conduce una vita di placida inerzia. A un certo punto, l’amore per Maria Antonietta riesce ad imprimere una svolta radicale nella sua vita. Giovanni si sottomette alla moglie e per suo desiderio non solo abiura gli amici, le sorelle, tutte le abitudini coltivate fino a quel momento, ma lascia Catania.
Il trasferimento a Milano si rivela però un fallimento e una visita alle sorelle segnerà inevitabilmente il ritorno all’antica, avvolgente inerzia di cui aveva creduto di voler sfuggire.
Il Bell’Antonio, Milano, Bompiani,1949.
Ambientato a Catania tra gli anni del fascismo e la seconda guerra mondiale in una società in cui la parola onore ha il suo più alto significato nella frase farsi onore con una donna.
Antonio è un ragazzo catanese bello come pochi che vive a Roma. Tutte le donne lo desiderano ma lui è spesso triste e malinconico.
Decide di tornare a Catania. Il padre vuole subito che lui sposi la bella e ricca Barbara Puglisi. Tre anni dopo il suo matrimonio, Antonio è messo nella condizione di dover svelare il suo segreto.
Paolo il caldo, Milano, Bompiani, 1955 (postumo).
Brancati non potrà completare questo romanzo, perché morirà a causa di un banale intervento nel 1954 a soli 47 anni.
Il romanzo fu pubblicato incompleto e dopo la sua morte da Alberto Moravia. Anche in questo romanzo, Brancati riprende la storia del giovane meridionale invasato di gallismo che cerca prima in Sicilia e poi a Roma il pascolo ai suoi sensi troppo caldi.
A sfondo delle sue avventure, ora tragiche ora comiche, sta il decadentismo fisico e morale di tutta una famiglia e, nel gioco della sensualità amorosa, nelle delizie e nelle inquietudini della carne insinua l’esperienza della corruzione, della vecchiaia, il senso del peccato e della morte.
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