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Nel 1933 lo scrittore siciliano lavora all’idea di uno spettacolo per le masse da rappresentare in uno stadio, cercando di realizzarlo con L’Urto, un dramma che non fu mai messo in scena.
Nell’agosto di quell’anno gli intellettuali Interlandi e Chiarini danno vita alla rivista Quadrivio e Brancati diviene il redattore capo, senza interrompere la sua collaborazione alla Stampa.
Del 1934 è pure la pubblicazione di la crisi dello scrittore Singolare avventura di viaggio, un romanzo breve a sfondo erotico che si allontana dal tono celebrativo delle opere precedenti. Spetta a Luigi Chiarini recensirlo negativamente proprio su Quadrivio. Questo episodio conduce Brancati a dimettersi dalla stessa rivista.
Tutto questo fa precipitare la crisi che lo porterà a rinnegare tutto quello che aveva scritto prima.
Nel 1935 Brancati torna a Catania e si prepara al concorso per accedere all’insegnamento presso gli Istituti Magistrali. Il capoluogo etneo e i suoi abitanti diventano i protagonisti principali delle sue opere.
Nel 1937 si trova a Caltanissetta con l’incarico di docente. Brancati, da questo momento sceglie la vita appartata e dignitosa del professore.
Tra il 1937 e il 1940 lo scrittore rivede le proprie coordinate culturali e vi annette nuovi autori: Croce, Mann, Proust, Joyce, Gide.
A Roma incontra l’attrice Anna Proclemer e si innamora subito di lei.
Nel 1946 lo scrittore è di nuovo a Roma dove il 22 luglio sposa la Proclemer. Il 6 maggio del 1947 nasce la figlia Antonia.
Brancati muore a Torino il 25 settembre del 1954.
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Brancati a Parigi con un gruppo di intellettuali.
Si distinguono: Piovene, Montale, Petroni, Falqui, Angioletti e la Manzini |
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